Campagne e Appelli
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NON AVER PAURA
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La Commissione Europea “considera l’acqua una merce, come qualsiasi altra cosa”

 

La Facoltà dell'Acqua denuncia la scandalosa e inaccettabile dichiarazione di Joe Hennon, portavoce della Commissione Europea dell'UE riportata da Eu Observer il 18 maggio 2010, come da comunicato sotto riportato. In sintonia con i principi ispiratori della nostra Scuola di Pace e il lavoro per la custodia dei beni comuni, ci uniamo alla denuncia come Cooperativa Frate Jacopa, chiedendo a ciascuno di inviare una analoga email.

 

Al sito http://monasterodelbenecomune.blogspot.com è possibile vedere il video del Prof. Riccardo Petrella. 

 

Object: I full disagree, water is not a commodity I fully disagree with your statement on the behalf of the European Commission: “We consider water to be a commodity, like anything else” (18.05.2010 reported by EuObserver). I firmly oppose to this merchandisation of water and of all other forms of life. Such a position is ethically, socially and humanly untolerable.

Giorgio Grillini, Presidente Società Cooperativa Sociale Frate Jacopa

 

Scarica la denuncia della facoltà dell'acqua

 


CAMPAGNA REFERENDARIA "L’ACQUA NON SI VENDE"
La Cooperativa Sociale Frate Jacopa aderisce alla Campagna Referendaria “L’acqua non si vende” promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua per combatterne la privatizzazione e tutelare l’acqua come bene comune. Adoperiamoci per la sensibilizzazione e la raccolta delle firme.
Scarica il volantino della Campagna Referendaria

 

Leggi la Circolare organizzativa

 

Scarica il comunicato "il 24 aprile è partita la raccolta firme" 


APPELLO INTERRELIGIOSO PER L’ACQUA
La Soc. Cooperativa Sociale Frate Jacopa ha sottoscritto l’appello, nell’esercizio della propria responsabilità per la cura del bene comune.
Promuovi anche tu la diffusione dell’Appello e la sua sottoscrizione 
Per sottoscrizioni è possibile inviare un e-mail all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. http://www.lapropostadisezano.it/
  

 

 

L'Acqua a Copenagen

Breve nota su un’iniziativa che non é piaciuta ai potenti (USA ed EU) - di Riccardo Petrella*

L’iniziativa di far includere la problematica dell’acqua, in quanto tale, nell’agenda dei negoziati sul clima nell’ambito dell’UNFCCC, ed in particolare, in occasione della COP 15 a Copenhagen, é nata a conclusione della Conferenza “ Fare Pace con l’Acqua”, organizzata al Parlmento Europeo, nei giorni 11 e 12 febbraio 2009, dal World Political Forum, su iniziativa dell’IERPE, con il sostegno dei gruppi parlamentari europei (estrema destra esclusa) e delle autorità federali e regionali del Belgio. [leggi tutto]

Cosa é successo a Copenhagen

Ebbene, non é successo nulla dalla parte ufficiale dei governi, anzi peggio. Sia prima che durante Copenhagen, una serie di contatti erano stati presi, in particolare con i governi cileno, brasiliano, maliano, belga, uruguayano, con l’intenzione di ottenere un loro sostegno in favore dell’iniziativa “Acqua a Copenhagen”.
Per diverse ragioni, compresa la difficoltà crescente per le ONG di avere accesso al centro ufficiale dei negoziati, non é stato possibile organizzare un piccolo incontro tra i governi “potenzialmente “ interessati. Grazie però ad un amico, esponente del WPF, si é riusciti, malgrado tutto, ad interessare la Cina. Il governo cinese ha sottoposto martedì 15 dicembre, in seno al gruppo di collegamento composto da cinque Stati (Cina, India, USA, UE e Brasile), l’idea dell’inclusione dell’acqua nel documento finale. India e Brasile approvano. L’Ue non si pronuncia, gli Usa domandano tempo per esaminare la proposta. Mercoledi 16, gli Usa informano il gruppo che sono contrari alla proposta e la sera stessa anche l’Ue si pronuncia contro. Il giorno successivo si compie un ultimo tentativo grazie a Marina Silva (ex-ministra dell’ambiente del Brasile). Nessun eco. La proposta dell’acqua a Copenhagen non é piaciuta agli Stati Uniti ed all’Unione europea.
Non conosciamo le ragioni formali date, ma non é difficile ipotizzare il fatto che l’UE (di cui molti Stati membri potenti come Francia, Regno Unito, Spagna, Italia, Polonia, ... hanno favorito la totale privatizzazione dei servizi idrici) non abbia potuto fare una scelta diversa da quella imposta dai grandi potentati privati dell’acqua (compresi quelli dell’acqua minerale in bottiglia) che sono soprattutto europei.
Ma il futuro non é finito a Copenhagen. Continueremo.

*Riccardo Petrella, professore di Ecologia Umana e Presidente dell' IERPE (Istituto Europeo di Ricerca sulle Politiche dell’Acqua), membro del WPF (World Political Forum).